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Panni Sporchi – Blog di Beppe Grillo

“Duccio Giordano, giornalista de L’Espresso, realizza un breve reportage (qui il video integrale) sul comizio tenuto da Matteo Renzi. E che cosa scopre il giornalista? Semplice. Intervistando alcuni cittadini accorsi al comizio del premier ecco emergere la verità: in molti sono arrivati in piazza a Napoli da varie parti d’Italia con i pullman organizzati e pagati dal Partito Democratico. Quindi, ricapitolando. A Napoli, oltre alla pesante contestazione, Renzi si è pure costruito il pubblico a tavolino. Fantastico. Pullman arrivati da tutta Italia per trascinare i cittadini che, altrimenti, se ne sarebbero guardati bene dal venire ad ascoltarlo. “Da dove venite voi?”, chiede il giornalista. “Da Salerno”, risponde l’anziano. “Come siete venuti qua?”, ribatte il giornalista. “O’ pullman”. “E chi l’organizzato?”. “O’ PD”.”

Via Blog di Beppe Grillo.

Fonte:I Pullman di Renzie

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La mission di Panni Sporchi: ascoltare, raccontare e farvi raccontare.

Panni Sporchi quest’anno ha deciso di inaugurare la terza stagione di giornalismo d’inchiesta partendo da voi. Racconteremo le vostre storie di ingiustizie, di soprusi, di violenze, di malasanità, di latitanza dello Stato nei confronti dei cittadini, di disservizi ma anche storie di speranza, di fiducia, di aspettative e di cittadini che, con le loro forze, credono che un futuro diverso dalla realtà odierna possa ancora realizzarsi.

In questo sito, Panni Sporchi vi dà la possibilità, attraverso l’indirizzo email  info@pannisporchi.com di mettervi facilmente in contatto con noi.

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Campania, le pompe funebri contro i rifiuti tossici – Video l’Espresso

Campania, le pompe funebri contro i rifiuti tossici – Video l’Espresso.

L’articolo integrale di Duccio Giordano:
‘Non fateci fare gli straordinari’. E’ il singolare slogan ideato per i suoi manifesti pubblicitari da un’agenzia di onoranze funebri campana. L’agenzia opera nella provincia di Napoli, esattamente in quella porzione di territorio compreso tra i comuni di Qualiano, Villaricca e Giugliano. Roberto Saviano nel suo libro Gomorra l’ha definita la “Terra dei fuochi”. I fuochi sono quelli prodotti dalla combustione dei rifiuti industriali tossici che, quotidianamente vengono appiccati illegalmente nelle campagne e lungo le strade che collegano questi piccoli comuni tra Napoli e Caserta. Lo smaltimento a costo zero di rifiuti industriali è oramai un business incontrollato e molto redditizio, gestito prevalentemente dalla camorra.

La giovane ideatrice dello slogan si chiama Rosanna Salvato, ha una laurea in architettura e molta voglia di cambiare le cose. “L’idea” racconta Rosanna “mi è venuta quando papà mi ha chiesto di aiutarlo a pubblicizzare la sua agenzia di onoranze funebri.” Il problema dei fumi tossici che diffondono diossina nell’atmosfera, in quelle zone, è particolarmente sentito. L’azienda Salvato si occupa di morti. E non è stato difficile per Rosanna verificare, consultando i dati dell’archivio, come negli ultimi dieci anni la mortalità infantile nelle zone limitrofe all’agenzia è stata insolitamente alta. È così che il giovane architetto decide di unire le due cose, pubblicità e denuncia.

“La morte è un fatto naturale” racconta a l’Espresso il signor Salvato “ma procurarla è criminale. Anche io vivo in questa terra martoriata dai roghi tossici, qui vive la mia famiglia e i miei figli. Se vogliamo continuare a restare qui, dobbiamo fare qualcosa per risolvere questo problema.” Solo tra le salme giunte all’agenzia di onoranze funebri Salvato, negli ultimi dieci anni, i casi di bambini morti a causa di leucemie sono più di 15.

Ad oggi i dati allarmanti circa l’elevata mortalità per patologie oncologiche nelle zone in oggetto, provengono, per lo più, da medici come il dott. Luigi Costanzo, medico di famiglia, e come il dott. Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell’istituto nazionale tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” . Il loro appello è rivolto alle istituzioni e a tutti i medici che operano sul territorio: “Dovete uscire dagli ambulatori, così come ha fatto la chiesa dalle sacrestie, per denunciare quello che sta accadendo.” Lo Stato, anche in questo caso, è infatti lontano. Spiega il dott. Costanzo: “le istituzioni minimizzano il problema. Il ministro della salute Renato Balduzzi, anticipando alcune conclusioni del gruppo di lavoro del ministero della salute sulla situazione sanitaria delle zone denominate Terra dei fuochi, ha dichiarato che non esiste correlazione diretta e certa tra l’incremento di patologie oncologiche e i roghi di rifiuti tossici.” Ma secondo i dati diffusi recentemente dall’istituto Pascale di Napoli, l’incremento di mortalità per tumori negli ultimi vent’anni nella provincia di Napoli è del 47% per gli uomini e del 40% per le donne.

“E’ imbarazzante che i medici di famiglia non trovino il coraggio di uscire allo scoperto per denunciare ciò che sta accadendo. Nell’ultimo anno” conclude il dott. Costanzo, “tra i miei pazienti ho dovuto assistere a tre aborti di ragazze in giovane età per gravi malformazioni del feto. Io dico no. Io non ci sto.”

Fonte: L’Espresso.

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Scampia, l’offensiva contro i ‘cartelli’ della camorra

Un centimetro alla volta. Dall’inizio dell’anno la camorra, nella provincia di Napoli, ha ucciso 51 persone. Tra le ultime vittime di questa nuova faida anche un innocente (Pasquale Romano), la cui unica colpa era quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e di possedere un’automobile simile a quella di un affiliato a uno dei clan in guerra. Nel’area nord della città di Napoli a contendersi il territorio tra Scampia e Secondigliano sono, da un lato, gli Abete – Aprea – Notturno – Abbinante e dall’altro i cosiddetti Girati della Vannella Grassi ossia i Mennetta – Magneti – Guarino – Leonardi.

Chi vive in quel l’area non parla con la stampa, perché anche una sola parola pronunciata davanti alle telecamere può costare la vita. Chi, a telecamere spente, ha il coraggio di parlare racconta che: “quelli che comandano adesso tra Scampia e Secondigliano non hanno più di 20 anni, sono spietati e non ragionano. Se sbagli non ti offrono una seconda possibilità, parlare del Sistema con uno che non ne fa parte significa morire. È così che funziona, questi non ci pensano due volte, sono bestie feroci, non temono lo Stato, non hanno regole e non hanno paura di nessuno. Dopo le 8 di sera scatta il coprifuoco, quei pochi negozi che ci sono chiudono e la gente si barrica nelle proprie case. Lei lo sa che qui la media è di un morto ammazzato a settimana, lei lascerebbe i suoi figli fuori casa in questa situazione?”.

Meno di un mese fa, il 22 ottobre, in pieno giorno a Largo Marcello di Secondigliano a 50 metri da una caserma dei carabinieri, Salvatore Barbato (27 anni) è stato ucciso nella sua auto. Solo qualche ora prima Mario Perrotta, anche lui 27 anni, era stato freddato all’interno del suo garage, anche lui all’età di 27 anni. Due omicidi in meno di dieci ore l’uno dall’altro e il tutto a meno di una settimana dalla stipula del “Patto Napoli Sicura” firmato, tra i tanti, dal sindaco De Magistris alla presenza dei ministri Cancellieri e Severino.

Di fronte a questa situazione, forse spinto anche dalla risonanza mediatica che ha avuto l’omicidio di un ragazzo innocente, lo Stato ha deciso di intervenire. Lo spiegamento di forze è imponente, mezzi e uomini arrivano da tutta Italia: più di 400 agenti, tra polizia e carabinieri, in aggiunta a quelli già presenti sul territorio, nel tentativo di arginare la mattanza e fermare lo spaccio di sostanze stupefacenti in quell’area.

Il Questore di Napoli Luigi Merolla, intervistato da l’Espresso nel nostro video si dice soddisfatto dei risultati che i suoi uomini, comandati dal commissario Michele Spina, stanno ottenendo. Le azioni sul territorio di Polizia e Carabinieri, alle quali l’Espresso ha partecipato, vengono definite operazioni ad “Alto Impatto”. Durante queste operazioni i militari dopo aver circondato interi edifici procedono ad arrestare latitanti e spacciatori e nella maggior parte dei casi sequestrano, con l’aiuto di unità cinofile, notevoli quantitativi di armi e droga.

In questi interventi vengono anche rimossi barriere, cancelli e muri innalzati abusivamente a tutela di vedette e spacciatori. “Le nostre non sono solo azioni di repressione”, continua Spina “ma anche e soprattutto di liberazione”. In effetti, ci spiega il Questore di Napoli, la Camorra gestiva le piazze di spaccio, disseminate tra Scampia e Secondigliano, in modo militare, blindando dall’interno gli edifici preposti allo smercio di stupefacenti e limitando notevolmente la libertà personale dei residenti, che si vedevano costretti ad essere identificati dalle sentinelle dei clan ogni qual volta decidessero di entrare o uscire di casa.

Se i risultati, come dichiara il vice Prefetto Vicario Vincenzo de Vivo, si vedranno nel tempo, quello che invece salta subito agli occhi a chi vive sul terriotorio è che, nel giro di pochi mesi, lo Stato è riuscito a presidiare una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa. Se questo è vero ed è tangibile, è anche vero che, per decorrenza dei termini di custodia cautelare, in questi giorni stanno lasciando il carcere Pietro Licciardi, Paolo Abbatiello, Giuseppe Barbato, Giovanni Esposito, Gianfranco Leva e Gaetano Scancariello, tutti presunti affiliati del clan Licciardi che, dopo 4 anni di carcere duro, faranno rientro in quella stessa periferia a Nord di Napoli dove si sta combattendo una vera e propria guerra.

Il Ministro Guardasigilli Paola Severino, a seguito della predetta scarcerazione, si è affrettata a chiedere una relazione al Procuratore Generale Vittorio Martusciello e al Presidente di Corte d’Appello Antonio Buonajuto. E mentre tra Scampia e Secondigliano gli uomini dello Stato continuano a fare il possibile per contrastare la camorra e per consegnare alla giustizia pericolosi criminali, la stessa giustizia si concede il lusso di far decorrere i termini di custodia cautelare.

via Scampia, l’offensiva contro i ‘cartelli’ della camorra.

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‘Lo Stato ci ha abbandonati’ – Video l’Espresso

‘Lo Stato ci ha abbandonati’ – Video l’Espresso.

Pasquale Romano, ucciso per errore dalla camorra alla periferia Nord di Napoli, è solo l’ultima vittima di una lista infinita di sangue: 40 omicidi dall’inizio dell’anno, una città lasciata a se stessa, in balia di una guerra che si svolge per le strade. Ma la morte di questo ragazzo innocente scatena le reazioni della sua gente. Che dice, con le lacrime agli occhi: ‘Le istituzioni non si vedono, ora basta con le parole, passiamo ai fatti’. Il videreportage di Duccio Giordano.